To Rome with Love, Recensione

Sono andata a vedere T.R.W.L., e poiché non è passato ancora troppo tempo da quando ho finito la scuola, mi sento in dovere di scrivere una recensione.

Duepuntiapertevirgolette

“Tu Ròm uìt lòv”è un film di Vùdi Allen che parla di cosa si aspettano gli americani quando arrivano a Roma. E’ un raffinato spaccato che può aiutare anche gli italiani a vedersi con occhi diversi, e a capire e conoscere l’immenso patrimonio dell’umanità che indegnamente abitano. Guardando il film si può imparare che:

  1. Il Freccia Rossa arriva da Pordenone;
  2. A Roma o è notte o sta tramontando il sole;
  3. Le americane, di qualunque età, vestono come modelle di H&M. Le italiane, di qualunque età, vestono come Sofia Loren ne La Ciociara.
  4. Le Vespe sono tutte nuove;
  5. La metropolitana non esiste;
  6. Avere una casa con terrazzo che dà su Piazza di Spagna è normale, se non proprio da barboni.
  7. La prima cosa che viene in mente di dire ad un italiano corrucciato è “tu sei pazzo“, agitando convulsamente le mani vicino alle tempie.
  8. Se dite ad una normo-italiana che volete far prendere un aereo a vostro marito, lei cercherà di accoltellarvi.
  9. Le Processioni religiose ti si parano davanti in maniera estemporanea come flash-mob
  10. il sugo non si prepara sul fuoco: butti una bottiglia di vino in una padella sul tavolo, e poi lo molli là.

La reazione al film che si vuole ottenere nel pubblico americano è “Uh! Che bella Roma! Gennà, ma tuo nonno pure abitava là?”. La prevista reazione nel pubblico italiano è:”Uh! Hai visto, c’è pure quella dei Cesaroni! E Scamarcio! E quella di Tutti Pazzi Per Amore! E quella americana non era la ragazzina che rimaneva incinta?”

Fine del Tema”

In ogni caso, a me è piaciuto 🙂

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7 thoughts on “To Rome with Love, Recensione

  1. Piccola nota a posteriori: devo lamentare, signor Vùdi, l’imperdonabile assenza di Hugh Jackman. Spero che capisca che fra Albanese e Benigni, per quanto meravigliosi, non ci è andata troppo bene.
    Grazie.

    1. Benvenuto!
      Guarda, è la stessa cosa che mi ha detto Vùdi quando ci siamo sentiti. Ci tiene molto al mio parere. Il fatto è che sono rimasta davvero delusa quando ho scoperto che Agrabah non esiste, perché che diamine, a una poverina fanno credere che se capiti nel giorno giusto ti si para davanti il principe Alì e poi non è vero? Quindi voglio evitare ad altri questo dolore. Che poi pure Narnia non è tutto ‘sto granché: dietro al lampione c’è una discarica abusiva, e il castello della strega ora è in mano al Comune che lo sta proprio lasciando andare. E anche lì ci avevano fatto credere che era un posticino niente male. Insomma, la mia è una missione.
      Baci! 🙂

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