Cronache di viaggio

Poichè tutti gli intellettuali ad un certo punto della loro vita fanno il Grand Tour, io, che per essere intellettuale nun me manca gnente, farò lo stesso.

Non versando nelle condizioni adatte per girare l’Europa (cosa che attualmente si può fare comodamente solo se ci si riesce a rivendere come cervello in fuga), narrerò dei miei mirabolanti viaggi nell’Italia più autentica, quella dei pacchi sotto il
braccio, delle attese seduti per terra e delle signore con i capelli crespi che litigano con gli addetti dell’aeroporto.

Perchè in fondo, secondo me, anche il Grand Tour di Goethe era composto per il settanta per cento da attese, panini e scarpe bagnate.

Iniziamo…

Ieri, dopo una micidiale giornata in ufficio, sono partita alla volta dell’ aeroporto. L’attesa del treno nella nebbia, il viaggio nella nebbia, l’arrivo all’ aeroporto nella nebbia non mi avevano particolarmente impensierita.

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Vediamo chi indovina come è andata a finire.

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