Come nasce una Sposa

Quando ho ricevuto la proposta di matrimonio, un anno fa, ero al colmo della gioia. Non solo perché il mio fidanzato, che stimo moltissimo, aveva avuto una splendida idea per risolvere con classe il dubbio “cosa le regalo per il compleanno”.

Ma per avere le idee chiare, lasciate che vi racconti cosa è successo nel mio cervello quella sera. Sarà una bella storia, da raccontare a Natale.

Brain Center, interno sera.

Sulle prime nessuno dei facenti parte dell’ufficio Pianificazione e Controllo del mio cervello pareva essersi accorto di niente.

La Responsabile Amministrativa stacca alle diciotto, il Capo della Logistica aveva lavorato un sacco il giorno prima per farmi fare i bagagli e portarmi in tempo all’aeroporto per la mia meritata fuga di compleanno e il Buonsenso era a fare team building con la tipa nuova della Ricerca e Sviluppo Idee Per Svoltare (ho investito di recente in questa nuova Unit e ho bisogno che quei due inizino a lavorare insieme, e secondo me si piacciono.)

Perciò, alle ore 23 del 21 aprile, chi mai poteva prevedere quello che sarebbe accaduto?

Nella sala riunioni del Brain Center c’erano solo junior e stagisti, l’unico senior rimasto era Senso dell’Orientamento, che doveva riportarmi in albergo, ma anche lui stava per staccare.

E lì fu un attimo. La vista di lui e dell’anello generò brindisi ed esplosioni di gioia, stelle filanti e fuochi d’artificio. Era tutto magico, un Berlino 2006 dieci anni dopo.

E nessuno sentì l’esplosione della porta d’ingresso.

Tutti si gettarono sotto le scrivanie urlando, ancora con i bicchieri in mano. Il cuore, da sotto, aveva acceso il generatore di emergenza. Tutti gli allarmi erano saltati, fumo ovunque.

E nel più classico dei controluce in mezzo al fumo, Lei:

Barbie Sogno D’Amore Lucente Fatato Nel Bosco Incantato Sotto Luce Di Stelle Limited Platinum Deluxe Edition stava lì in piedi con un AK modificato israeliano sotto braccio.

Scorse Senso Dell’Orientamento e con uno sguardo fisso da pitone gli intimò di radunare gli altri.

Mezz’ora dopo, tutti i membri più rilevanti del mio cervello erano stati legati a due a due da un gruppo di scagnozzi male assortiti che si presentarono come “i folletti Real Time”. Il fumo era svanito. Barbie Sogno Eccetera Eccetera, che non aveva più detto nulla, esordì così:

“Immagino sappiate che potrei essere seccata di non essere stata considerata in tutti questi anni. Sempre giù nelle cantine del suconscio. Mai una citazione, mai una parola. Nessuno che neanche si domandasse se esistessi davvero o no. Eppure, eccoci qua. L’Anello vuole essere trovato. Ahah avete capito la citazione?”

Nessuno rise.

“Non fraintendetemi, io non voglio farvi del male. Voglio lavorare insieme, voglio costruire. Ho idee, sapete? Immaginate un mondo in cui siamo noi a decidere cosa è bello e cosa no. In cui non siamo noi ad adattarci agli abiti ma il contrario. In cui zittiamo le persone dicendo “carino, ma no.”

“Quello che vi chiedo è la più totale collaborazione, ciascuno secondo i suoi mezzi. Quello che vi prometto è che chiunque non lo farà verrà sopraffatto da una tale mole di -diciamo- fastidi (e su questo accarezzò il mitra) che preferirà essersi schierato con me molti anni fa.”

-Tu sei pazza! Sei una criminale! Dilapiderai i nostri risparmi, annullerai i nostri investimenti in attività che non… –

Senso dell’Orientamento si accasciò morbidamente. Sembrò quasi un colpo di sonno. Peccato per il sangue.

“Spero che non avremo altri incidenti. Ora prego, godetevi la serata. ”

Tutti si girarono verso lo schermo degli occhi, inebetiti.

Nonostante tutto, quando i fonici trasmisero il mio “Ma certo che sì! Un milione di volte!” Scattò un applauso.

Dopotutto non tutto era perduto. Mancava qualcuno all’appello.

Da una soffitta del cervello ferma per lavori, Buonsenso e Ricerche e Sviluppo avevano sentito tutto. E sapevano che solo loro potevano salvare il mio cervello.

Nella sala riunioni, un cellulare suonò.

Fine della prima puntata.

 

 

 

 

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