Come nasce una sposa – puntata 2

Vi ho lasciati in sospeso, eh? 

Nella prima puntata Barbie Sposa ha fatto irruzione nel mio cervello dopo essere stata liberata dalle cantine del subconscio grazie alla proposta di matrimonio.

Ella prende possesso di me da mesi, oramai. Basta dire “Boho chic” per tre volte davanti allo specchio.

Ha preso in ostaggio tutti gli elementi decisionali della mia mente, e non intende mollare. Vuole vendetta, riconoscimento e ha sete di tulle.

Dove eravamo rimasti?

Squilla il telefono. Trrrr. Trrrr. Solo vibrazione. Lei lo prende e, senza mollare il mitra, risponde.

“Pronto”, dice.

-Io non so chi sei – inizia Buonsenso -non so che cosa vuoi. Se cerchi un riscatto sappi che non possiedo neuroni o spazio in memoria, però io possiedo delle capacità molto particolari che ho acquisito durante la mia lunga carriera che fanno di me un incubo per personalità come voi. Se lasci andare le facoltà cognitive, la storia finisce qui. Non verrò a cercarti, non ti darò la caccia. Ma se non lo farai, io ti cercherò. Ti troverò [pausa] e ti ucciderò.

Barbie Sposa: “Buona fortuna”.

E mette giù.

(Già. Il mio Buonsenso ha la faccia di Liam Neeson. Qualcuno ha gli armadilli, qualcuno i gattini. 

Il mondo è bello perché è vario.)

Barbie Sposa non è una che si fa mettere sotto da una telefonata, per quanto brutale.

Si gira con eleganza e frusciare di sete, e dice agli ostaggi, con voce flautata, che il Buonsenso la troverà, ha detto, quindi meglio fargli trovare qualcosa di pronto.

E ora, tutti su Pinterest.

Sono stata ore, su Pinterest. E su Elle Spose. E su Vogue Sposa. Sono anche andata a vedere una sfilata di abiti da sposa. Il “colore del matrimonio“. Il “tema“. Puah! Queste cose sono per poser senza immaginazione. Io ho scuperto di volere una palette di colori, uno che dia tono, uno di supporto e tre di transizione. E una palette di materiali. E una moodboard per lo stile. Tutto è collegato. La tizia che ha messo su carta le partecipazioni disegnate da me e per le quali ho scelto anche il font è una laureata in design del Politecnico, per dire. Tzè, la tipografia.

Ma la vita, anche per Barbie Sposa, è difficile, se defi fare tutto tu. Così, un bel giorno, proprio quando Pinterest piangeva dicendo “non so più cosa dirti“, Barbie Sposa ha capito che era ora di iniziare sul serio.

Chi di voi è Logistica e Pianificazione”?

Silenzio. Per la verità, nel mio cervello un po’ tutti sono influenzati da questo. Voglio dire, ho una laurea in questa roba, è ovvio che tutti ne sappiano un pochino. Ma è anche vero che l’ultima volta che li ho usati era tre anni fa per il trasloco, e beh … Non è che fosse andato tutto secondo i piani. Ok, è stato rocambolesco e divertente, ma lì ho capito che quando organizzi le cose per lavoro va a finire che poi per le cose tue ti perdi i pezzi.

Fatto sta che tutti fanno un passo indietro e spuntano in tre.

Barbie Sposa stringe gli occhi: di fronte a lei stanno facendo i vaghi una ragazza con uno chignon malfatto, occhiali da sole, un vestitino anni cinquanta a pallini e le ballerine piene di polvere che regge scatoloni dell’OBI e due che sono chiaramente studenti fuorisede.

Non è il migliore degli inizi.

“Bisogna che vi diate una mossa e organizziate questo matrimonio.”

I tre si guardano. La guardano.

– Ma l’esame è a giugno! Che iniziamo a fare ora?- La tipa con le scatole bofonchia qualcosa sul cambio di stagione. Nessuno si muove. – E poi cosa vuoi che facciamo, un piano? Senza agenda non possiamo – Sì infatti! Compriamo una Moleskine bianca! – Prima pausa caffè – Oh, avete visto che a Modena c’è Patti Stiles? Ci organizziamo per andare? – Siiiii!-

E se ne vanno.

Oh no. No. No no no no. Questo non se lo aspettava. Tutto il suo piano crolla miseramente se gli unici che possano davvero realizzare qualcosa sono tre ebeti riesumati da pezzi di vita incompleti!

Sta per ribattere, quando uno schianto fa tremare l’edificio. Poi un secondo. Un terzo.

“E ora che succede!”

– Ci bombardano -. La voce è calma, asciutta e senza giudizi.

“Chi ci bombarda? E perché?”

– Lo so io-

Ha parlato una tipa anonima, con gli occhiali, un po’ dimessa.

– Ci bombardano di consigli. Mica pensavi che non sarebbero arrivati stimoli dall’esterno, no? Ora ci bombardano. Tu sei stata chiusa tanto tempo, ma noi siamo abituati. Tutti sanno come organizzare il tuo matrimonio, tranne te. Ci è successo amche per la casa, la laurea, succede sempre. Ad un certo punto ci bombardano. Capita sempre. Devi solo aspettare che passi.-

“Io non aspetto che le cose passino! Io faccio succedere le cose!” Imbraccia il mitra e va alla finestra. E vede l’apocalisse.

Dalle orecchie arrivano siluri a raffica:

“MICA TI METTERAI UN ABITO A TORTA EH CHE POI SEMBRI UN PALO”

“NON FARETE MICA UNA COSA IN GRANDE EH? CHE POI AI MATRIMONI CI SI ANNOIA”

“GUARDA CHE SE NON VAI UN PO’IN PALESTRA POI GUARDANO TUTTI LE TESTIMONI EH AHAHAH”

” DOVETE PRENOTARE IL FOTOGRAFO TRE ANNI PRIMA O NON LO TROVATE”

“MA DAI CHE CI VUOLE IO NON SPRECHEREI SOLDI IN QUEL MODO”

“SPOSARSI È UNA COSA PER SPILLARE SOLDI ALLA GENTE”

“NON FARAI MICA CHE POI NON SI MANGIA EH?”

“ALLORA POI CI VUOLE UN BAMBINO NON SIATE EGOISTI”

“E DOVE ANDATE AD ABITARE? OH NO MA LI È BRUTTISSIMO!”

Non finisce. È un continuo.

Lei imbraccia il mitra e si prepara. È ora di combattere sul serio.

Fine della seconda puntataBuonsenso troverà Barbie Sposa? E lei riuscirà a sopravvivere al bombardamento? E chi è che ha parlato spiegandole cosa succedeva? Gli organizzatori designati ce la faranno o cazzeggeranno fino all’ultimo?

Lo scoprirete nella prossima puntata.

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Come nasce una Sposa

Quando ho ricevuto la proposta di matrimonio, un anno fa, ero al colmo della gioia. Non solo perché il mio fidanzato, che stimo moltissimo, aveva avuto una splendida idea per risolvere con classe il dubbio “cosa le regalo per il compleanno”.

Ma per avere le idee chiare, lasciate che vi racconti cosa è successo nel mio cervello quella sera. Sarà una bella storia, da raccontare a Natale.

Brain Center, interno sera.

Sulle prime nessuno dei facenti parte dell’ufficio Pianificazione e Controllo del mio cervello pareva essersi accorto di niente.

La Responsabile Amministrativa stacca alle diciotto, il Capo della Logistica aveva lavorato un sacco il giorno prima per farmi fare i bagagli e portarmi in tempo all’aeroporto per la mia meritata fuga di compleanno e il Buonsenso era a fare team building con la tipa nuova della Ricerca e Sviluppo Idee Per Svoltare (ho investito di recente in questa nuova Unit e ho bisogno che quei due inizino a lavorare insieme, e secondo me si piacciono.)

Perciò, alle ore 23 del 21 aprile, chi mai poteva prevedere quello che sarebbe accaduto?

Nella sala riunioni del Brain Center c’erano solo junior e stagisti, l’unico senior rimasto era Senso dell’Orientamento, che doveva riportarmi in albergo, ma anche lui stava per staccare.

E lì fu un attimo. La vista di lui e dell’anello generò brindisi ed esplosioni di gioia, stelle filanti e fuochi d’artificio. Era tutto magico, un Berlino 2006 dieci anni dopo.

E nessuno sentì l’esplosione della porta d’ingresso.

Tutti si gettarono sotto le scrivanie urlando, ancora con i bicchieri in mano. Il cuore, da sotto, aveva acceso il generatore di emergenza. Tutti gli allarmi erano saltati, fumo ovunque.

E nel più classico dei controluce in mezzo al fumo, Lei:

Barbie Sogno D’Amore Lucente Fatato Nel Bosco Incantato Sotto Luce Di Stelle Limited Platinum Deluxe Edition stava lì in piedi con un AK modificato israeliano sotto braccio.

Scorse Senso Dell’Orientamento e con uno sguardo fisso da pitone gli intimò di radunare gli altri.

Mezz’ora dopo, tutti i membri più rilevanti del mio cervello erano stati legati a due a due da un gruppo di scagnozzi male assortiti che si presentarono come “i folletti Real Time”. Il fumo era svanito. Barbie Sogno Eccetera Eccetera, che non aveva più detto nulla, esordì così:

“Immagino sappiate che potrei essere seccata di non essere stata considerata in tutti questi anni. Sempre giù nelle cantine del suconscio. Mai una citazione, mai una parola. Nessuno che neanche si domandasse se esistessi davvero o no. Eppure, eccoci qua. L’Anello vuole essere trovato. Ahah avete capito la citazione?”

Nessuno rise.

“Non fraintendetemi, io non voglio farvi del male. Voglio lavorare insieme, voglio costruire. Ho idee, sapete? Immaginate un mondo in cui siamo noi a decidere cosa è bello e cosa no. In cui non siamo noi ad adattarci agli abiti ma il contrario. In cui zittiamo le persone dicendo “carino, ma no.”

“Quello che vi chiedo è la più totale collaborazione, ciascuno secondo i suoi mezzi. Quello che vi prometto è che chiunque non lo farà verrà sopraffatto da una tale mole di -diciamo- fastidi (e su questo accarezzò il mitra) che preferirà essersi schierato con me molti anni fa.”

-Tu sei pazza! Sei una criminale! Dilapiderai i nostri risparmi, annullerai i nostri investimenti in attività che non… –

Senso dell’Orientamento si accasciò morbidamente. Sembrò quasi un colpo di sonno. Peccato per il sangue.

“Spero che non avremo altri incidenti. Ora prego, godetevi la serata. ”

Tutti si girarono verso lo schermo degli occhi, inebetiti.

Nonostante tutto, quando i fonici trasmisero il mio “Ma certo che sì! Un milione di volte!” Scattò un applauso.

Dopotutto non tutto era perduto. Mancava qualcuno all’appello.

Da una soffitta del cervello ferma per lavori, Buonsenso e Ricerche e Sviluppo avevano sentito tutto. E sapevano che solo loro potevano salvare il mio cervello.

Nella sala riunioni, un cellulare suonò.

Fine della prima puntata.

 

 

 

 

Dove osano le Stronze

Ci sono un sacco di modi tremendi per lasciarsi. Ma brutti proprio.

Tipo che lui ha un’altra famiglia nella città in cui di solito va per lavoro e ti chiede di non chiamarlo quando è lì e tu ci caschi e ti senti una cretina pensando che ci hai creduto mer mesi o anni.

Tipo che tu sei una ragazza bellissima, in carriera, brillante e nota a tutti come una che in ufficio è una iena e a lei i piedi non li metterebbe in testa  nessuno e poi lui ti lascia raccontandoti un sacco di palle sul fatto che non gli dai emozioni perché la mattina ti preoccupi di cosa mangiare per cena.
E tu te le bevi e magari vai in analisi per due anni chiedendoti cosa c’è che non vai in te.

O tipo che hai un parassita in casa che mangia il tuo cibo, usa l’elettricità pagata da te e dopo qualche anno ti lascia (o si fa lasciare) perché “non ha trovato se stesso“.

Queste sono tutte storie vere. Giurin giuretta. Età media degli interessati: late twenties- early trentina.

Le sento da quando, seduta sul divano della scuola di danza, la nostra insegnante una volta fece il culo ad una delle ragazze grandi in lacrime. Io stavo aspettando che mamma venisse a prendermi. Le ragazze grandi che facevano solo moderna erano tutte serissime e in cerchio davanti alla scrivania.

La maestra Giovanna aveva le mani sui fianchi e teneva banco: “Chissenefrega se sei innamorata, non ti rispetta, mandalo affanculo e non andare a vivere da lui. Punto e basta.

Fu una grandissima lezione, anche se io avevo nove anni e “affanculo” non era una cosa che mi era stato insegnato a ripetere.
Ma mi aprì gli occhi sul mondo delle Ragazze Meravigliose e che potrebbero essere complete e felici che però si fanno rovinare la vita.

Ok, ok, Miss Iosìchehocapitotutto qui ha una confessione: ovviamente ci sono cascata anche io.
Ovviamente anche io sono stata risucchiata in almeno una storia che ad un certo punto è diventata debilitante e insana, e quando ne sono uscita (salvando due vite, la mia e la sua) sono stata incoronata Miss Stronza.

Però qualcosina l’ho imparata, e acquisire la fascia di Miss Stronza è faticoso ma, ad un certo punto, sacrosanto. Perché parliamoci chiaro: nessuna ha mai vinto in premio la sua vita dei sogni stando zitta e buona in un angolo ad aspettare che Il Mondo le desse il permesso.

State passando una vita da Melania e vi rode che la protagonista sia Rossella?
Avete idea delle pippe mentali che deve sopportare una ragazza carina&accomodante?
Ne avete abbastanza e la fascia di Miss Stronza è un titolo che comincia a suonarvi interessante?
Sigla!

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Guida al Marketing per Cessi

Benvenuti!

Ho l’onore di poter dire che mi è stato chiesto di limitare i contenuti del mio blog, in particolare per la serie “Marketing per Cessi“, perché qualcuno si potrebbe offendere.

Sono commossa! Uao, proprio come gli scrittori veri!

Siccome però mi fido di chi mi ha detto questo, e mi dispiacerebbe se qualcuno si sentisse davvero offeso, scrivo questa noticina in modo che chi legge abbia una guida.

1) Questo è un blog, non la Gazzetta Ufficiale. Quindi non è obbligatorio prendermi sul serio.

2) Questo è un blog comico. Quindi l’obiettivo è ridicolizzare le cose. Non tutte, ma qualcuna sì.

3) Questo è un blog comico la cui fruizione è gratuita. Quindi godetevi lo spettacolo e chiudete quando vi pare, mica avete pagato!

4) Questo è un blog comico la cui fruizione è gratuita e il cui autore (io) ha il diritto di scrivere quello che nota. Quindi se uno scrive che “il cielo è azzurro” non lo fa per esautorare gli altri colori o ridere della loro lunghezza d’onda incapace di influenzare il colore dell’atmosfera per il nostro spettro visivo. Lo fa perché ha notato che il cielo è azzurro, punto e basta.

Se proprio avete voglia di offendervi con qualcuno, offendetevi con le riviste che vi dicono che siete grassi anche quando non è vero, o con chi non vi restituisce le cose che  gli avete prestato, o con chi vi frega il ragazzo, o con chi buca i palloni ai bambini, o con chi non vi invita alle feste, o con chi non tira la catena nei bagni.

Tutto chiaro, dolcezze? 😉

Natale

Benvenuti nella mia cucina.

Spero abbiate passato un buon Natale, e ringrazio gli 11 coraggiosi che in un giorno di festa qual è il Natale hanno pensato di fare un saltino qui.

Non so voi, ma io in questa settimana lavoro (come i vigili del fuoco, gli operatori ecologici aka spazzini, i tassisti e gli autisti dei bus). Perciò vi chiedo di essere solidali con tutti noi, e fare un minuto di silenzio in cui non masticate panettone e non ingurgitate bevande di varia natura (dal Rum al cherosene).

Grazie.

Il pranzo stanco

Benvenuti nella cucina di gio.

Ecco come preparare un pranzo per quando non avete le forze di muovervi, avete il ciclo-il raffreddore-la mononucleosi-la sinusite-la tristezza, piove e la sola idea di vestirvi e uscire vi fa venire da vomitare.

Naturalmente, si presuppone che non abbiate nulla in casa, a parte di detersivo per i piatti (nuovo, perché non cucinando i piatti restano puliti).

Come si fa? Continue reading “Il pranzo stanco”

prepararsi per il primo appuntamento

Per ogni Ragazza Moderna arriva il momento del primo appuntamento con un ragazzo. Questo accade a tutte, che l’interessato ne sia al corrente o meno. Quel che è rilevante è sfruttare l’occasione in base al risultato che si vuole ottenere: un amore eterno, o il non rivederlo mai più.

Andiamo con ordine:

CASO 1: ottenere l’amore eterno.

Questo è un obiettivo un po’ eccessivo per un’uscita, a meno che voi non siate un personaggio bidimensionale che alligna nelle pubblicità dei cioccolatini o dei farmaci a base di ibuprofene. Potete comunque ricondurvi al più sano obiettivo di non farvi trovare ripugnanti e odiose.

Cosa fare:

  1. lavarsi i denti;
  2. pettinarsi;
  3. farsi vedere in tuta da casa;
  4. mettersi addosso un paio di jeans e una maglietta (dopo che vi ha viste in tuta, qualsiasi cosa migliorerà la prima impressione e voi sembrerete splendide).
Cosa non fare:
  1. Mettere dei tacchi su cui non sapete camminare (per imparare, andate all’apposita guida);
  2. truccarvi al buio;
  3. cercare di convincerlo che state truccate e con i tacchi anche in casa;
  4. cercare di fargli credere che i vostri capelli sono biondi per il mare, anche se è febbraio, e che la lozione Shultz sullo scaffale la bevete;
  5. chiedergli se vi trova grasse.
CASO 2: non rivederlo mai più.
E’ possibile che abbiate accettato di uscire solo perché avevate bisogno di un aiutino per l’autostima o perché avrebbe comunque scoperto da Facebook che avete passato la serata a ballare su un tavolo. Come si fa allora a farlo scappare senza che vada in giro a dire che siete dei mostri?
  1. dategli buca. E’ la cosa più maleducata, odiosa, infantile e vile che possiate fare. Specialmente se non lo avvertite, e lui vi aspetta sotto l’acqua.
  2. fare tutte le cose indicate come da non fare nel caso 1.
Se è un signore capirà che non siete interessate, e voi sarete delle cretine perché avrete perso l’occasione di uscire con uno che non è uscito da Jersey Shore. Se non è un signore rimane il fatto che visto il vostro comportamento non siete delle signore neanche voi, e forse era meglio uscirci perché è un vostro simile.
Buon lavoro!
Questo articolo è stato ispirato dalla geniale sandrina in questo video: (http://www.youtube.com/watch?v=yViir_V44OI)